Spedizioni? Occhio a cosa potrebbe succedervi.

E' dura anche quando hai ragione!

Ciao a tutti.
Ci ho messo un pò a decidermi a scrivere questo articolo, anche se in realtà ho voluto aspettare l’epilogo della vicenda inziata lo scorso 9 settembre quando ho deciso di mandare in manutenzione la forcella e il mono della mia Ktm Exc 250.

Nulla di strano. Come sempre fatto le volte precedenti ho smontato il tutto, imballato accuratamente con un abbondante strato di pluriball, cartone ecc. ecc. scritto un bel foglio per il preparatore con la descrizione dell’intervento da compiere (una semplice revisione con cambio dell’olio) … e poi ho cercato on line il modo migliore per spedire il tutto a Spazio Moto X-Race di Castel San Giovanni.

Non avendo nella mia città la comodità di un corriere vicino, come già successo in precedenza, mi sono rivolto ad un sito che svolge servizio di brockeraggio. Per chi non lo sapesse sono agenzie specializzate che si occupano di farvi arrivare presso il vostro domicilio o luogo di presa scelto un corriere nazionale o internazionale (in alcuni casi, come nel mio, potete sceglierlo voi) per ritirare il tutto e portarlo al destinatario.

Tutto bene. Arrivano i documenti, la bolla, i vari certificati e il giorno dopo puntuale il corriere di una nota marca internazionale ritira il mio pacco. Da questo momento trascorrono circa 3 giorni lavorativi prima che io chiami X-Race per sapere se le mie sospensioni siano arrivate o meno. Insomma volevo solo sincerarmi che tutto fosse andato bene e magari spiegare a voce il lavoro da fare.

Gelo! X-Race mi dice che a lui non sono mai arrivate le mie sospensioni. Sento al telefono che chiede ai suoi collaboratori ma nulla. Cosa fare? dopo un attimo di panico sento il corriere il quale mi dice che il mio pacco è stato regolarmente consegnato. Com’è possibile? Mi fido di X-Race nel modo più assoluto per cui cerco di capire a chi hanno consegnato il tutto. Non sono perfettamente lucido. Capisco immediatamente che potrei perdere qualche migliaio di euro oltre a tempo e ore di moto. Mi viene in mente di chiamare immediatamente il servizio clienti, facendomi registrare la chiamata, e richiedo dove sia finito il mio pacco. Qui la prima delusione. Scopro infatti che il mittente non sono io ma la società di brockeraggio per cui io non ho nessun titolo a chiedere informazioni. Sono loro a doversi esporre per aprire una pratica. Mami viene detto … “Tranquillo, nel giro di due/tre giorni al massimo risolviamo il tutto“.
Voi ci avreste creduto? Io no.


Decido subito di aprirmi un account come utente registrato sul sito del corriere e una volta fatto posso verificare lo stato delle spedizioni … tanto i controlli vengono fatti non per mittente ma per codice pacco, che fortunatamente ho fotocpiato per tenermene una copia. Da li scopro che il mio pacco è stato consegnato sempre nella stessa città ma a un destinatario diverso (e decisamente ben noto essendo questo un’attività internazionale) il quale alle ore 12:33 ritira il tutto.

Penso subito che le cose si mettano nel verso giusto. Dopo tutto si tratta solo di una spedizione finita in un posto sbagliato e quindi non è andata persa. A questo punto contatto la società di brockeraggio, spiego la situazione e chiedo per cortesia di dirmi qualche cosa in merito, ma soprattutto di sentire il corriere per programmare la presa del mio collo e la riconsegna nel posto esatto.
Tutto questo nella giornata di martedì 15 settembre.

Il giorno dopo mi viene comunicato che il corriere deve aprire una pratica di ricerca per cui mi viene sottoposta la compilazione di un modulo per “SMARRIMENTO DELLA MERCE”. Ricontatto il broker e spiego che la merce non è persa … so esattamente dove si trova per cui non voglio compilare un modulo errato. Dopo qualche ora mi arriva un secondo modulo in cui leggo che la compilazione è riferita a “MERCE ARRIVATA DANNEGGIATA”.

A questo punto capisco che qualche cosa non va e quindi ricontatto il broker spiegando nuovamente il tutto e dicendo che non posso compilare un qualche cosa che non rispetta la verità. Alla fine aspetto qualche giorno e mi dicono che devo fare un’autocertificazione indicando il contenuto e il suo valore e che in questo modo posso aprire la pratica di rimborso.
Passano svariati giorni e svariate mail in cui i chiedo aggiornamenti. Nulla accade fino al 16 di ottobre dove mi viene detto che devo compilare e sottoscrivere un modulo per un rimborso in cui è presente solamente uno dei due pezzi che ho spedito, nella fattispecie la sola forcella.
Mi dicono che intanto io ho già dichiarato il contenuto e che si tratta solo di un proforma.
Non ci sto e continuo la mia battaglia a suon di mail, anche assistito da un avvocato, il quale mi consiglia di andare avanti sulla strada che ho scelto. Così faccio, contro tutti quelli che mi dicono di mollare che tanto non ne verrò mai a capo.

Dopo qualche giorno mi arriva una mail nella quale mi si intima di firmare il modulo per un fantomatico rimborso di cui non posso conoscere l’importo fino a quando non accetto a scatola chiusa.
A questo punto scrivendo ad un’associazione di consumatori, coinvolgendo l’avvocato e mandando una mail congiunta si al corriere che alla società di brokeraggio… finalmente il 22 ottobre la merce arriva a destinazione dopo diverse peripezie.

Tirando le somme di quanto accaduto ho scoperto che:

  • se spedite attraverso un broker solo lui può gestire un eventuale richiamo (e spesso lo fa non per i vostri interessi)
  • se la merce va persa avete diritto per legge ad un rimborso pari a 1 € al Kg con un tetto massimo di 80 €
  • se decidete di fare un’assicurata la merce deve obbligatoriamente viaggiare con fattura di vendita o acquisto che ne comprovi il valore dichiarato
  • leggete sempre bene tutto quello che vi fanno firmare perchè spesso puntano a liquidarvi con pochi spiccioli
  • se avete dubbi fatevi seguire da un centro legale o da un’associazione di consumatori
  • consultato l’AGCOM per vedere le cause pregresse e farvi un’idea di come agire
  • se la merce è di valore fatevi un’assicurazione privata o se potete portatela di persona.

Tutto è bene quel che finisce bene … però che fatica!